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Men VS robot: la guerra dei mondi è qui
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Gli umani al servizio delle macchine!

No, non è un film di fantascienza, ma l’evidente follia che emerge dall’inchiesta (leggi qui) appena pubblicata su L’Espresso, dove si descrive il lavoro “non umano” che svolgono i dipendenti di Amazon per assecondare la velocità di internet nell’acquisire ordini e la compulsione dei consumatori nel pretendere di avere tutto e subito.

Il paradosso più assoluto: nell’azienda che fa da case-history in tutto il mondo per l’automazione, dove i droni gestiscono il magazzino e ti portano il pacco volando direttamente a casa, ci sono persone che si ammalano, dipendenti che si procurano ernie e danni alla schiena, lavoratori sotto antidepressivi : ma perché?!

Amazon ne ha da vendere di tecnologia in grado di sostituire l’uomo, ma resta un’impresa (e che impresa) e in quanto tale ragiona in termini economici: se conviene di più impiegare un giovane magazziniere piacentino, disposto a prendere psicofarmaci pur di tenersi il lavoro, piuttosto che utilizzare una macchina, l’imprenditore cosa fa? Ma meno scrupoli l’imprenditore o più colpa il lavoratore che svende sé stesso e, ancor prima, ha rinunciato a mantenersi più vivo e competente di una fredda macchina?

Non è un caso che quello denunciato da L’Espresso sia un fenomeno tutto italiano. In tanti anni abbiamo ascoltato migliaia di persone parlare ossessivamente di lavoro e di stipendio, a tal punto da porre frequentemente una domanda molto curiosa: “Perché ti pagano?”.

La risposta che ci danno è quasi sempre: “Perché sto in azienda 8 ore ogni giorno a fare il mio lavoro”.

SBAGLIATO!

Ti pagano per le tue competenze e la tua capacità di risolvere problemi legati alle tue competenze.

Se invece ti pagano per il tempo che stai in azienda ad eseguire un compito, allora sei uno SCHIAVO.

Se accettiamo l’idea di vendere il nostro tempo e non le nostre abilità, stiamo vendendo la nostra stessa vita (fatta di tempo) quindi accettiamo di rinunciarvi in cambio di denaro, il che significa essere di proprietà di qualcuno per 8 ore al giorno… tutti i giorni!!!

Si tratta evidentemente di un bug legislativo e di una regressione culturale in cui il lavoro è più importante della vita di chi lavora, e non per solo per l’azienda ma per il lavoratore stesso.

Un lavoro preso così equivale a una vittoria di Pirro: distruggere una città per conquistarla, conseguendo il risultato di aver combattuto per niente, creando solo danni e dolore.

L’errore è tutto nel rapporto che si sta creando tra umani e macchine e nel fatto che non distinguiamo più quali siano i valori umani rispetto a quelli dei robot, finendo per pretendere da entrambi le stesse cose, sottovalutandone le conseguenze.

Bello avere tutto con un click, ma i negozi chiudono, le aziende sono costrette a lavorare a condizioni assurde abbassando sempre più la qualità dei prodotti e i consumatori si abituano a fare acquisti sempre più compulsivi.

Sarà il caso di comprendere che la mente razionale umana processa solo 40 bit al secondo, mentre un pc neanche si avvia con una memoria simile! Invece la mente inconscia, quella creativa, emozionale e istintiva, quella che le macchine non hanno, processa oltre 10 milioni di bit al secondo.

La logica, per poca che sia, dovrebbe suggerirci di puntare tutto sulle nostre capacità umane, quelle che una macchina, per quanto dotata di un’intelligenza artificiale, difficilmente ci potrà eguagliare. Dobbiamo vendere alle aziende le nostre capacità creative, relazionali e di problem-solving, lasciando ai robot i lavori meccanici, ripetitivi e schiavizzanti.

È arrivati il momento di imparare a vendersi senza farsi comprare, di sviluppare capacità intellettuali di altissimo livello: comunicazione, relazione, vendita, negoziazione, mediazione, emozionalità, creatività, improvvisazione.

Se La guerra dei mondi fantasticata da Wells ci aveva visti sopraffatti da macchine aliene nel ’38, oggi il fondatore di Tesla, Elon Musk, dice che solo fondendoci con i robot e diventando per metà cyborg riusciremo a sopravvivere a un futuro dominato dalla tecnologia. E allora:

ECCO I NOSTRI 3 CONSIGLI PER VINCERE LA GUERRA DEI MONDI

  1. Imparate a prevedere l’imprevedibile: secondo i maggiori esperti di tecnologie, i giovani che sono oggi al primo anno di università avranno una laurea per un lavoro che non esisterà e faranno lavori che oggi non esistono.
  2. Chiedetevi cosa non potranno fare i robot e preparatevi per quello, perché tutto ciò che potrà essere automatizzato lo sarà e noi saremo pagati per tutto il resto.
  3. Diventate bravissimi a risolvere velocemente problemi molto complessi con estrema facilità: allenatevi, studiate, siate flessibili e pensate laterale, solo così potrete essere pagati tantissimo ed essere percepiti indispensabili.

Il futuro premierà solo l’eccellenza e spazzerà via la mediocrità, perché tutto ciò che si può fare senza pensare lo farà una macchina.

Pensateci…
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