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Gli Yes Man e la paura di fallire
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Il Sole 24 Ore, in un articolo sintetico ma molto efficace, racconta di come il Giappone del miracolo economico post guerra abbia mostrato la debolezza gravissima del rigido rapporto di subalternanza tra leader e manager aziendali.

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Al banco degli imputati sono finiti i cosiddetti Yes Man e, tra le righe, quel finto senso dell’onore che impedisce di ammettere un errore o una sconfitta per evitare l’onta del pubblico giudizio, anche a costo di perpetrare mistificazioni come quelle emerse in Nissan e Toshiba.

Toshiba per aver applicato il “filtro bellezza” ai bilanci, con la conseguente crisi e la necessità di cedere il settore medicale per ristrutturarsi.

Nissan per aver applicato il “filtro bellezza” ai test sui consumi delle automobili prodotte.

Puntare il dito sullo Yes Man, figura quasi archetipica nelle grandi aziende verticiste, è uno “sport” che piace sempre a chi non ha nulla di meglio da dire. Ma io porrei l’attenzione sul motivo per cui si finisce per dire sempre di sì, anche quando si è consapevoli che è tutto sbagliato: LA PAURA

  • Paura di perdere una posizione
  • Paura di perdere lo stipendio
  • Paura di perdere il rispetto dei colleghi o dei superiori
  • Paura di essere giudicati e allontanati

Ti sembra strano che un manager, magari il top manager di una grande multinazionale, possa farsi condizionare da una di queste paure?

Eppure, come sta succedendo in Giappone, può capitare che manager messi sotto pressione si sentano costretti a dire sì a qualunque richiesta, per poi dover far quadrare i conti a qualsiasi costo, anche mentendo e imbrogliando.

Da questa vicenda puoi imparare due cose fondamentali per la tua crescita professionale e per salvaguardare quella della tua azienda.

1) Dire No

Se ti trovi nella posizione di dover accettare un incarico professionale o un compito dal tuo capo, prima di dire sì a qualsiasi cosa, chiedi il tempo per fare una valutazione.

Se ti stai preoccupando di dare l’impressione di non essere all’altezza, stai agendo con paura e non con professionalità (vedi quant’è facile cascarci?).

  • Valuta attentamente se hai tutte le competenze per agire in autonomia o se ti serve l’aiuto di qualcun altro;
  • Assicurati di avere tutti gli strumenti necessari per eseguire il compito;
  • Assicurati di avere abbastanza tempo per raggiungere l’obiettivo, calcolando anche la tolleranza per gli imprevisti;
  • Se ti rendi conto che non ci sono le condizioni per avere successo, rifiuta.

Ricorda che, quando avrai accettato, se tutto dovesse andare storto, sarai tu ad aver detto sì a qualcosa di irrealizzabile;

2) Negozia le condizioni

Se compito e obiettivo sono alla tua portata, devi sempre negoziare le condizioni, per capire qual è la vera necessità di chi ti sta incaricando e qual è il vantaggio che puoi trarre dall’attività che farai.

  • Valuta attentamente i tempi, i mezzi e la qualità da produrre (non importa che sia una sedia o un report);
  • Valuta la possibilità di coinvolgere un team interno o un consulente esterno;
  • Valuta bene il budget a disposizione.

Quindi, la risposta giusta non è no e nemmeno sì, ma:

Quanto tempo ho per valutare la fattibilità di questa attività?

Se hai davanti un leader capace o un cliente intelligente, l’attenzione che poni sulla questione verrà molto apprezzata.

Se hai davanti un leader incapace o un cliente frettoloso, meglio insistere prima che litigare dopo, rischiando anche di lavorare senza essere pagato.

Nulla di grandioso è stato fatto con la paura di fallire:

il contrario della paura non è il coraggio ma l’intelligenza.

Ezio Angelozzi

Business & Life Coach

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