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Come preparare il bagaglio a mano per la vita
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Mancano poche settimane alle ferie estive e in molti si preparano a partire. I più previdenti hanno prenotato le vacanze con largo anticipo, approfittando di un volo low-cost per risparmiare sull’aereo e godersi qualche comfort in più in villeggiatura.

L’unico compromesso da accettare è il bagaglio a mano: portare solo ciò che davvero ti serve, in un’unica, piccola valigia e niente altro. Uno sforzo mentale ed emotivo incredibile che ti costringe a comprendere il significato delle parole priorità e valore relativo.

“Metto due paia di scarpe o solo uno? Tre paia di jeans o un abito elegante? E se poi mi invitano a una serata e non ho la giacca giusta? Lascio un po’ di spazio o comprimo tutto? E se poi faccio shopping, come le riporto le cose che acquisto?”.

Una via di mezzo tra un corso di sopravvivenza e un test professionale di problem-solving!

Adesso prova a pensare a come hai risolto il problema, quali decisioni hai preso e quale criterio hai usato per sapere che si trattava di decisioni giuste. Non avevi un criterio esatto, vero?

Ecco, è questo il motivo per cui, durante il viaggio, avrai scoperto di aver dimenticato a casa qualcosa di indispensabile e portato roba del tutto inutile.

Sembra incredibile che una cosa tanto semplice come riempire una valigia possa generare tanta confusione e conseguenze a volte rocambolesche, eppure accade spesso anche a persone da cui ti aspetteresti la perfezione e che, invece, finiscono per combinare dei veri pasticci, schiacciati dalla pressione del bagaglio a mano.

Vacanze a parte, lo stesso scenario si ripete tutti i giorni della tua vita, come fosse un viaggio perenne: quali sono le conoscenze e le competenze che DAVVERO ti servono?

Certo, tutti abbiamo tante curiosità e voglia di provare tante cose: sport, hobbies, discipline olistiche, corsi, lavori più o meno pagati, volontariato, ma quali di queste attività e conoscenze saranno DETERMINANTI per la nostra autorealizzazione? E come puoi sapere se stai scegliendo bene?

Come decidi cosa imparare? Perché vuoi impararlo? E se bastasse affidarsi al caso? E se fossero le difficoltà e le prove a cui la vita ci sottopone a farci da insegnanti? Ma sappiamo apprendere dalle esperienze? Sappiamo come tradurle in nuove abitudini?

Scommettiamo che anche per questo bisogna saper vendere?

Prova a immaginare di essere in una libreria e di sfogliare un libro per curiosità: apri una pagina a caso e rimani senza fiato, leggendo due righe che sembrano scritte proprio per te e per quella situazione che da alcuni giorni non sai come affrontare.

Che fai: credi a una semplice coincidenza oppure pensi a un messaggio su cui riflettere?

Noi crediamo sia meglio la seconda.

La nostra mente e il nostro cervello lavorano entrambe su due piani distinti, uno principalmente logico e l’altro principalmente analogico (non logico), permettendoci di assolvere sia alle funzioni cognitive che a quelle emotive e sensoriali, passando dal capire all’agire senza dimenticare una capacità tra le più importanti: l’intuire.

Il rapporto tra la nostra capacità logica e quella analogica è del tutto sproporzionato, a tal punto che si parla di 40 bit al secondo per la parte logica, contro 10 milioni di bit al secondo per quella analogica, il che dovrebbe farci capire dove abbiamo le migliori possibilità e farci affidare molto più all’intuito anziché alla ragione.

Resta che, almeno per il momento, veniamo “addestrati” fin da piccoli a mettere da parte emozioni e intuizioni, per sviluppare solo l’intelligenza logico-matematica, limitandoci a restare in un campo molto piccolo e poco significativo.

Riportando tutto all’esempio pratico del bagaglio a mano, la regola d’oro per scegliere cosa ci serve per il viaggio della nostra vita è: decidi con il cuore e organizza con la testa.

In altre parole, prenditi tutto il tempo che ti occorre per “sentire” come vuoi vivere, cosa ti rende davvero felice, come ti immagini quando sarai autorealizzato, sia in termini emotivi e sentimentali che pratici e concreti: in che parte del mondo vuoi vivere, che casa vuoi abitare, che auto vuoi guidare, che lavoro vuoi fare, se vuoi sposarti e vuoi figli o vivere da single a vita. Ma soprattutto chiediti: perché?

Perché vuoi tutto questo? Assicurati che ci sia una motivazione forte alla base, una serie di valori profondi a cui non sei disposto a rinunciare: libertà, onestà, crescita, contributo, o altri come questi che ti rendano forte e determinato, anche quando le cose dovessero farsi difficili, perché sarà quello il momento in cui o diventi forte e imbattibile oppure potresti cedere, rinunciare e poi rimpiangere di esserti accontentato di una vita che non è la tua.

Quando avrai deciso con profonda certezza ciò che è importante per la tua autorealizzazione, allora potrai iniziare a riempire la mente solo delle conoscenze, delle emozioni, delle visioni che sono funzionali a raggiungere il tuo obiettivo e, mentre sarai in viaggio per raggiungerlo, troverai un compagno incredibilmente potente: l’intuito.

Avrai incontri casuali, problemi casuali, coincidenze casuali, sfide casuali, ma la verità è che niente sarà mai casuale, perché la vita ti dà sempre ciò che ti serve e non ciò che desideri, a meno che queste due cose non coincidano. Ecco perché, durante il viaggio, dovrai sempre fidarti della vita e dire grazie anche per le peggiori difficoltà, perché senza superarle non diventerai tanto più forte e più capace da raggiungere il tuo obiettivo.

Che meraviglia questa vita se la prendi nel verso giusto!!!

Ci sei adesso? Hai capito?

Ti serve solo iniziare e scegliere con cura i tuoi obiettivi e gli strumenti migliori, evitando di farti distrarre da chi vorrebbe portarti verso i propri obiettivi, mantenendoti concentrato e ripulendo sempre il bagaglio da ciò che non è tuo, non ti serve, pesa troppo o non contribuisce a farti stare bene.

Un ultimo consiglio: ascoltati, fatti sempre domande positive e datti risposte potenzianti.

Eccoti un esempio: ti ritrovi a fare un lavoro che non ti piace più e inizi a provare emozioni negative e a sentirti sempre più stanco e demotivato.

  1. Ascoltati: se non ti diverti e non ti piace più, cosa è cambiato? L’ambiente? Le persone? I metodi? O, molto probabilmente, TU?
  2. Fatti domande positive: cosa posso imparare da questa situazione? In che modo posso trarne vantaggio o beneficio? Cosa c’è di buono se resto? Cosa c’è di buono se vado via?
  3. Datti risposte potenzianti: posso definire meglio i miei obiettivi e migliorare le mie abilità! Posso migliorare le mie capacità di relazione e migliorare l’ambiente! Posso valutare idee nuove per il gruppo e coinvolgere tutti a lavorare meglio e in una situazione più distesa e collaborativa! Posso valutare nuove opportunità di crescita per ottenere di più e stare meglio in una nuova organizzazione!

Come vedi, queste sono solo delle vendite che fai agli altri e a te stesso, devi con-vincere te stesso o gli altri a dirigersi verso i tuoi obiettivi e concepirli in modo che siano in linea con i tuoi valori e conciliabili con i loro. Solo così il “bagaglio a mano” conterrà sempre le cose giuste e ci sarà sempre spazio per portare a casa nuove intuizioni: i doni della mente.

Adesso che sai come fare, prova a intuire cosa fare e perché. 
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