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Come evitare l’errore che commettono 9 imprenditori su 10
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Hai presente quando leggi tanti libri e finisce che ti fossilizzi sempre sulla stessa tipologia? Possono succederti 3 cose:

  1.  alla fine ti sembrano tutti uguali e ti annoi;
  2. dopo un po’ ti mancano gli stimoli e cambi genere;
  3. inizi a trarre conclusioni e fai sintesi personali non sempre precise.

Però sta tranquillo perché è capitato a quasi tutti quelli che leggono almeno una decina di libri all’anno di appassionarsi a un argomento e iniziare a divorare qualunque cosa su quel tema, fino ad averne la nausea.

Storia, tecnologia, complottismo, neuroscienze, natura, animali, sport, serie televisive: ce n’è per tutti e si finisce per trovare una dipendenza sempre nuova in cui cadere, senza neanche rendersene conto. Come mi accadde una sera in un pub, mentre stavano dando una partita di Champions League, entrò un ragazzo e chiese pericolosamente: “Si può mettere su Doctor House?”. Se non hai una dipendenza, non rischi la vita in questo modo!

La maggior parte delle persone segue gli eventi della propria vita e progressivamente si abitua a un certo posto, a un certo tipo di persone, a un certo tipo di lavoro.

Ci si abitua a un certo stile di vita che, dopo un po’, diventa “normale”, così come diventano normali le evoluzioni dello stesso, senza che ci si chieda realmente: “Cos’altro è possibile per me?”.

Questa cosiddetta normalità, abitudine o, se preferisci, zona di comfort, progressivamente finisce per permeare tutte le attività della vita di un individuo senza che lui neanche se ne accorga, aderendo alle “normali” conseguenze che ne determinano i futuri comportamenti.

Pensa a cosa è successo da quando possiedi uno smartphone e a quanto tempo la tua attenzione è rivolta verso il basso. Prima dove guardavi tutto il tempo? Osservavi le persone incrociando il loro sguardo per strada o guardavi l’ambiente intorno a te? Oggi, invece, tutti guardano lo smartphone mentre camminano, a tal punto che le telecamere di controllo nelle stazioni o negli aeroporti, da sempre posizionate in alto, negli ultimi tempi vengono installate più in basso o in quei passaggi in cui siamo costretti a distogliere l’attenzione dal telefono, come quando si scende da una scala mobile e, per non cadere, siamo costretti a guardare dove mettiamo i piedi.

Ora, se trasporti questa metafora nella tua vita professionale o nella tua azienda, scoprirai che occupi molto del tuo tempo a fare le cose che fai di solito e ti fai assorbire moltissimo, fino a non accorgerti di come cambia il mondo fuori dalla tua azienda o dalla tua professione.

La conseguenza è che perdi di vista l’evoluzione possibile di ciò che fai e a un certo punto hai la sensazione di essere indietro, in ritardo, nella maggior parte dei casi, purtroppo è vero e, in alcuni casi, è anche troppo tardi!

Il futuro ti darà sempre più schermi da guardare e presto ti invieranno immagini anche direttamente nel cervello. Elon Musk ci sta già lavorando da un po’, quindi la tua unica possibilità è di alzare la testa e guardare lontano, altrimenti finirai in trappola.

La sua Neuralink è un’azienda che si propone di trovare un materiale connettivo e biologicamente compatibile con il cervello umano per realizzare quella che viene chiamata “stringa neurale”, ovvero la connessione diretta del cervello con la rete internet e con tutto ciò che si può connettere a internet, sia in trasmissione che in ricezione. Oggi Musk è una star della visione futura del mondo e fa consulenze a interi governi, per cui le sue iniziative vengono tenute in altissima considerazione e ricevono finanziamenti milionari, quindi ci sono ottime possibilità che abbiano successo e che cambino per sempre le nostre esistenze.

Una figata terrorizzante!!!

Da una parte, prova a immaginare di aprire il navigatore satellitare direttamente nel tuo cervello e sapere dove andare in un secondo o di poter sapere tradurre il russo in tempo reale, piuttosto che accendere la lavatrice solo pensandoci mentre sei a 28 chilometri da casa.

Però a quel punto il tuo cervello connesso in rete potrebbe essere hackerato come un qualsiasi pc e ricevere informazioni di qualsiasi tipo con conseguenze che solo Dio sa!

Quindi, è una cosa buona o no?

Dipende da come pensi a te stesso nel prossimo futuro. Citando Alda Merini:

“Vedevo le mie coetanee desiderare un uomo con una gran macchina e tanti soldi. Nei miei desideri, invece, ero io quella Potente”.

Possiamo essere protagonisti, interpreti e perfino autori della trasformazione del mondo e tutto dipende da quanto sappiamo pensare non in grande ma in profondità, una profondità verso l’alto, come chi sogna guardando le stelle e resta affascinato dalla profondità dell’universo.

Se anche tu vuoi uscire dallo status di vittima del cambiamento e passare dalla parte attiva di questo pezzo di umanità,

HAI BISOGNO DI TRE COSE PRIMA DI TUTTE LE ALTRE

Si dice che quando ad Henry Ford fu chiesto se avesse fatto un’indagine di mercato prima di iniziare a produrre, lui abbia risposto:

“Se avessi chiesto alla gente cosa voleva, mi avrebbero detto cavalli più veloci”.

Se avesse dato retta agli altri oggi non sarebbe il simbolo dell’automobile nel mondo.

La verità è che ci aspetta un futuro pieno di decisioni da prendere sulla nostra competitività personale e la possibilità di accedere a soluzioni che potrebbero trasformarci in qualcosa di diverso da ciò che siamo oggi, qualcosa che non potremo più chiamare “umano”.

Quando arriverà il momento, da che parte starai?
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