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Come decidere autonomamente
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Il nostro cervello, attraverso i 5 sensi, percepisce tutto il mondo che gli sta attorno: milioni, miliardi di stimoli che si presentano sotto forma di immagini, suoni, odori, sapori e contatti, per cui è costretto a fare un po’ di sintesi per evitare di bloccarsi.

Chi conosce un po’ di PNL (Programmazione Neuro Linguistica) sa che le tre strategie che il cervello mette in atto per gestire questa mole immensa di dati sono: generalizzare, distorcere, cancellare.

Alcuni esempi.

Generalizzazione. Ti trovi per la prima volta di fronte a una porta con un maniglione antipanico e non sai che fare, visto che sei abituato a maniglie standard. Impari che basta fare pressione sul maniglione per aprire la porta e che non ti servono neanche le mani perché il senso di apertura è sempre verso l’esterno, per cui puoi aprirla anche spingendo con il sedere se hai le mani impegnate. Le volte successive, non cercherai di capire come aprire la porta ma darai per scontato che TUTTE le porte che hanno il maniglione si aprono nello stesso modo e nello stesso verso.

Distorsione. Le distorsioni sono di tipi diversi, una su tutte è la lettura della mente, per cui puoi dire qualcosa a qualcuno, osservarne l’espressione e ribattere: “Stai pensando che sono stupido, vero?”. In questo caso stai distorcendo la realtà dandole una forma che non ha alcun riscontro.

Cancellazione. Immagina di aver appena preso un biscotto e di portarlo alla bocca per mangiarlo. All’improvviso in tv danno una notizia che ti rapisce completamente, per cui mandi giù il biscotto in un boccone e resti concentrato a guardare il tg. Non hai neanche assaporato il sapore del biscotto, potresti perfino dimenticare di averlo mangiato a distanza di qualche minuto perché la tua attenzione era tutta sulla notizia.

Per spiegare meglio quanto queste strategie AUTOMATICHE del cervello possano influire sulle scelte che facciamo ogni giorno, raccontiamo cosa è successo nel nostro studio un po’ di tempo fa, quando ci è capitato di ospitare il cane di un collega mentre lui era da un cliente per una consulenza. Un cagnolone fantastico, buonissimo e molto affettuoso che tutti abbiamo coccolato e riempito di attenzioni, ma anche di acqua e cibo, fino a che è arrivato il momento in cui ha iniziato a grattare sulla porta perché aveva bisogno di uscire a fare una “passeggiata”.

Fino quando si è trattato di giocarci e coccolarlo, eravamo tutti lì, gioiosamente immersi nelle scene di uno spot della carta igienica, ma quando la carta igienica è servita davvero, considerando anche che fuori pioveva e faceva freddo, tutti drasticamente meno disponibili.

Nessuno, in realtà, aveva considerato questa parte quando abbiamo accettato di tenere il cane per un giorno. Nessuno, oltre al gioco e alle coccole, aveva fatto i conti con il cibo e i bisogni fisiologici del nostro amico peloso, e se non hai mai avuto un cane non puoi capire cosa significhi raccogliere (perché si DEVE raccogliere) una cacca nell’erba sotto la pioggia.

Il cane è solo un esempio di tutte quelle scelte che ci può capitare di compiere senza aver “davvero” compreso le implicazioni che derivano da quella scelta, pagandone le conseguenze a breve distanza.

Questo ragionamento vale per le cose, per gli animali, per le persone con cui entriamo in contatto e di cui decidiamo di occuparci. Le ore di una giornata non sono infinite, mentre i desideri e le voglie da soddisfare sono molte più di quelle che possiamo seguire, per cui occorre iniziare a riflettere meglio su cosa è nelle nostre possibilità. Anche in senso economico: i soldi possono comprare quasi tutto, mentre il tempo a disposizione per gestire ciò che compriamo è limitato.

Poco tempo addietro eravamo con un nostro cliente molto abbiente, uno di quelle poche persone che quando comprano qualcosa non hanno bisogno di guardare il cartellino del prezzo, proprio lui ci fece riflettere su questo concetto parlandoci della sua barca in tono quasi malinconico: “Ho la barca e mi piace tanto stare per mare, ma i miei impegni di lavoro non mi permettono di andarci spesso, per cui posso dire che la barca se la gode più lo skipper che se ne occupa che io. In pratica, l’ho comprata a lui.”

La barca è stata fortunata perché almeno ha qualcuno che se ne occupa, ma quanti oggetti finiscono in soffitta o nell’immondizia per lo stesso motivo? Bici, computer, canoe, aggeggi elettronici, e solo Dio sa quanti altri oggetti soddisfano il desiderio di un momento e poi finiscono nel dimenticatoio perché non abbiamo il tempo di occuparcene.

La domanda è: ma quando hai comprato quelle cose, non sapevi che lavoro fai e quali sono i tuoi impegni? Certo che sì, ma la tua focalizzazione era tutta sul soddisfare un desiderio e ciò ti ha impedito di considerarne gli “effetti collaterali”, anzi, il tuo cervello li ha cancellati.

Fino a che si tratta di cose può anche andare bene, alla fine hai solo buttato via un po’ di soldi, ma quando si tratta di animali o di persone, allora occorre fare molta attenzione, perché il danno è ben peggiore e le conseguenze possono rivelarsi molto dolorose, soprattutto se si tratta di figli un po’ dimenticati.

Tre ottimi consigli su come battere gli automatismi del tuo cervello.

  1. Scrivi. Quando stai per fare un acquisto, impara a scrivere l’elenco dei motivi per cui lo vuoi comprare e cosa dovrai fare per mantenerli: questo sistema alla lunga ti aiuterà a generare una nuova abitudine che ti permetterà di scegliere solo ciò che davvero vuoi considerando tutte le implicazioni.
  2. Fatti il film. Ogni volta che stai per acquistare qualcosa o stai per impegnarti con qualcuno, prenditi qualche minuto e prova a visualizzare, come in un sogno, cosa succederà, cosa cambierà nella tua giornata tipo, quando avrai inserito il nuovo impegno (cane, canoa, fidanzato).
  3. Fai una pausa. Prendersi il tempo per riflettere a mente fredda, anziché decidere sull’onda dell’entusiasmo, ti farà apparire molto meno attraente ciò che stai per comprare o fare. Così non ti ritroverai a casa la cintura per scolpire gli addominali mentre stai sul divano.

Perciò, se sei uno che ha la vita piena di persone che gli rimproverano di non essere mai presente e di cose che non usi, devi trasformare un’abitudine improduttiva, ovvero le scelte d’impulso, con un’abitudine produttiva, ovvero le scelte meditate con uno dei tre metodi che ti abbiamo appena indicato.

Possiamo concludere citando Oscar Wilde:

“Attento a ciò che desideri, potresti ottenerlo”.

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